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Lingua Yiddish

La curiosa parola tedesca Luftmensch è composta da Luft-aria e Mensch-uomo, cioè alla lettera significa uomo dell'aria. Nel saggio Il Malinteso Franco La Cecla la cita commentando Steiner: "Il suo (di Steiner) è un appello all'universalismo, al cosmpolitismo dei migranti, quelli che i nazisti chiamavano Luftmenschen - uomini dell'aria, quelli che non concepisocno radici, quelli che stanno con i piedi sollevati da terra." Veronica Pellicano scrive che il termine Luftmenschen è usato da storici e sociologi per definire gli uomini che vivevano di aria e nell'aria, per i quali ogni giorno rappresentava una lotta per la sopravvivenza, un arrabbattarsi quotidiano per sfamarsi, un vagare senza mai toccare con mani e piedi la realtà, chiusi in un mondo tutto loro , fatto di preghiera, rinunce, sopportazione (scopri di più).
Nella lingua inglese di oggi Luftmensch sta per persona che non ha un reddito e un lavoro definiti, un tipo poco pratico e non realista, ma anche una persona impegnata in delicate questioni intellettuali, il contrario di un materialista.
Indica anche un sognatore, insomma, chi vive felicemente tra le nuvole, dove non ci sono orari né scartoffie.

Un misto di piacere ed orgoglio, in particolare quello di un genitore nei confronti del figlio. È qualcosa da cui si viene deliziati: "possa tu avere solo nakhes da tuo figlio!".

Vagare senza avere la minima idea di dove ci si trovi. Per alcuni è un'arte. Come dice il famoso Nachman di Breslov: "Non chiedere la strada a nessuno, non potresti più perderti".

Letteralmente significa "bruciare". Si riferisce a una persona dotata di grande energia, ovvero che "sprizza energia da tutti i pori".